ABSTRACT DELLE MIE RELAZIONI, PRESENTATE AL XV (2018), AL XVIII (2021), AL XX (2023) E AL XXII (2025) CONVEGNO INTERNAZIONALE DI ANALISI E TEORIA MUSICALE DELLA SOCIETA' DI ANALISI E TEORIA MUSICALE (GATM)

Strutture verticali e orizzontali in Claire de lune, op. 49 n. 2 di G. Fauré

alcune proposte di analisi


(Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Lettimi”, Rimini)


Abstract 


Claire de lune è una poesia simbolista scritta da Paul Verlaine (1844-1896)  e fa parte della raccolta Fêtes galantes, pubblicata nella rivista La Gazette del 20 febbraio 1867; Gabriel Fauré (1845–1924) la mise in musica nel 1887 in una versione per canto e pianoforte ed in questa veste, è stata definita dal pianista Graham Johnson come la quintessenza delle melodie francesi.

 L’articolo inizia con l’osservazione del  testo poetico, focalizzando l’attenzione sulle principali caratteristiche strutturali e su quelle di significato: viene posto l’accento sulla particolare dispositio che informa il testo e il tipo di strofa e rima utilizzate. La  ricerca di una eventuale stroficità dell’opera, ha inoltre messo in evidenza un’interessante correlazione tra il testo poetico e quello musicale, pur trattandosi infatti di un durchkomponiert, si riscontra in tutto il brano la presenza di elementi ricorrenti i quali comunicano all’ascoltatore un senso di unità nella diversità. Lo studio degli elementi di significato mette in evidenza i diversi “personaggi” presenti in questo componimento, che come in un lavoro teatrale, fanno la loro apparizione in scena man mano che la storia raccontata da una voce narrante, si dipana: sono i simboli, che dànno corpo al componimento e di cui Verlaine ne penetra l’intima essenza. . La fase successiva va per così dire alla scoperta degli accorgimenti compositivi  utilizzati da Fauré per realizzare i diversi significati del testo, come egli mette in musica questo “lavoro teatrale”. 

Alla fine di questo percorso di studio si evince che  Claire de lune presenta una strutturazione dove più livelli coesistono e interagiscono tra di loro, costituiscono cioè un organismo unitario: il testo poetico, la sua proiezione in chiave teatrale e il testo musicale (aspetto verticale), dànno così corpo all’intera opera poetico-musicale; ciascun livello inoltre, gode di una propria vita autonoma (aspetto orizzontale) e può a sua volta svilupparsi in verticale. 


Credo che una opportuna chiave di lettura di Claire de Lune,  non possa prescindere dal considerare l’opera secondo questi due aspetti (verticale e orizzontale), indipendenti e allo stesso tempo complementari; si è quindi adottato un metodo di indagine che privilegi l’approccio interrelazionale, cercando nel contempo di interpretare i procedimenti compositivi adottati, secondo un’ottica storica.

 

La relazione è completata da un’indagine a titolo puramente sperimentale il cui scopo è cercare di “misurare” le valenze emotive avvertite, all’ascolto del brano in questione. A questo scopo è stato utilizzato il modello a due dimensioni, secondo l’approccio dimensionale di classificazione delle emozioni studiato da John Sloboda e Patrick Juslin.





NELL’ANTRO DEL RE DELLA MONTAGNA

di EDVARD GRIEG

dalla suite sinfonica op. 46

Stratificazioni e trasformazioni in una prospettiva di dinamiche interrelazionali

una proposta di lettura dell’opera 


(Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Lettimi”, Rimini)


Abstract


Peer Gynt è un dramma di Ibsen, scritto in versi nel 1867 e rappresentato la prima volta a Oslo nel 1876. Le musiche di scena sono di Grieg. Ben presto le difficoltà dovute ai frequenti e rapidi cambi di scena, fecero sì che l’opera di Ibsen non venisse rappresentata frequentemente. Le musiche continuarono ad essere ascoltate, indipendentemente dal dramma e Grieg, oltre dieci anni dopo la stesura teatrale (op. 23/1875), scrisse due suite sinfoniche di quattro episodi ciascuna (op. 46/1888 e op. 55/ 1891-2) e ne realizzò pure una riduzione pianistica. Nel brano in questione (Nell’Antro del Re della Montagna, dalla suite op. 46), individuerò i diversi parametri che lo caratterizzano, mettendoli in relazione tra di loro. L’aspetto formale prima di tutto e il meccanismo costruttivo. Vedremo come da una struttura base (S.B.) costituita da due segmenti (a-b) ed eseguita inizialmente nel solo registro grave di fagotti e archi, si arrivi per successive stratificazioni della stessa S.B., al pieno orchestrale. La S.B. è formata dal segmento a, e dalla prima stratificazione per trasformazione (segmento b). Le successive stratificazioni derivano dalla S.B. sottoposta a trasformazione per elaborazione. Un approccio di tipo semiologico, permetterà di individuare e distinguere i vari segmenti trasformati, presenti nelle successive stratificazioni. In realtà il nucleo generatore di tutto il brano, è costituito da una sola battuta tematica (dal segmento a) che darà vita alla S.B. prima, e all’intera composizione successivamente. La  lettura dell’opera metterà in evidenza quanto fin d’ora descritto evidenziandone gli aspetti stilistici. Si indagheranno pure i caratteri (armonici e contrappuntistici) che rendono l’opera legata sia al suo periodo storico, ma anche col passato, mentre, la particolare orchestrazione, ci permetterà di scorgere delle caratteristiche che guardano in avanti. A completamento della lettura dell’opera, saranno inseriti degli esempi esplicativi e dei grafici riguardanti: l’iter armonico del livello profondo e di superficie; le diverse trasformazioni per elaborazione che partendo dal nucleo generatore, daranno vita a tutti gli elementi; il percorso della S.B. e delle successive stratificazioni in relazione all’orchestrazione.





Aggregati sonori, processi trasformazionali, incursioni non tonali e carattetistiche emozionali in Hommage à Rameau di Debussy 


(Conservatorio di Musica "G. Martucci", Salerno)


Abstract 


Dopo una breve premessa storica, la mia analisi inizierà indagando l’aspetto formale della composizione, sia per quanto riguarda la macro che la micro struttura, ogni sezione inoltre, sarà segmentata, in modo tale da evidenziare il susseguirsi dei diversi episodi di cui è formato il brano. Tutto questo andrà a costituire la fase preparatoria del lavoro; una volta messi in evidenza i caratteri formali e strutturali, si scoprirà il meccanismo costruttivo della composizione, articolato secondo due modalità tra di loro complementari:

  • -  si vedrà come degli elementi (cellule base) presenti nell’incipit tematico, in maniera orizzontale e/o verticale, saranno presenti in tutta la composizione nella loro versione originale o derivata; tutta la composizione in altre parole, trae origine da questi elementi;

  • -  le suddette cellule base e le loro derivazioni, sono organizzate all’interno di aggregati verticali, ciascuno con delle caratteristiche costruttive proprie. Si tratta dei ripieni sonori1.

    La trama sonora quindi, vista secondo le diverse modalità orizzontale, verticale e polifonica, si dipana attraverso tutto il brano grazie al susseguirsi dei ripieni caratterizzati ciascuno al proprio interno, dalle cellule base e i loro derivati. Grazie alla segmentazione inoltre, vedremo come i diversi episodi svolgano il loro percorso all’interno di ciascun ripieno o attraversandone più d’uno. Successivamente scopriremo come ciascun ripieno sia caratterizzato, oltre che da una propria costruzione che lo rende ben riconoscibile, anche dall’utilizzo di scale non tonali (pentafoniche, esatonali, modali), il tutto in un particolare rapporto sinergico con la tonalità di riferimento del brano (sol# minore).

    Scopo della mio studio quindi, sarà mettere in evidenza le particolarità dell’opera, adottando un metodo di indagine che privilegi l’approccio interrelazionale e cercando

1 utilizzo la terminologia di de la Motte in Manuale di armonia, cap. IX

nel contempo di interpretare i procedimenti compositivi adottati dall’autore, secondo un’ottica storica.

L’analisi sarà corredata di esempi e tutti i caratteri stilistici descritti nel mio lavoro, saranno evidenziati in partitura.

La relazione sarà completata da un’indagine sperimentale, che considero come una continuazione e un ulteriore approfondimento della ricerca che ho svolto nel 2018 e i cui risultati ho presentato al Convegno di Analisi e Teoria Musicale svoltosi a Rimini presso l’I.S.S.M. “G. Lettimi”, ad Ottobre 20182. Lo scopo è cercare di misurare le valenze emotive attribuite all’ascolto del brano, le emozioni in altri termini, che il brano esprime. A tal fine ho utilizzato il modello a due dimensioni, secondo l’approccio dimensionale di classificazione delle emozioni studiato da John Sloboda e Patrick Juslin e in maniera complementare mi sono pure avvalso dell’approccio categorico delle basic emotions.

Gli obiettivi della mia ricerca sono molteplici:

Capire se tutti gli ascoltatori avvertono la stessa tipologia di emozioni e in che misura ci siano atteggiamenti divergenti;
Cercare di capire se si tratta di
perceived emotions o semplicemente, nel caso di atteggiamenti non coincidenti, di felt emotions;

Verificare se esiste una corrispondenza tra le categorie strutturali e quelle emozionali;
Confrontare i risultati ottenuti, con quelli della ricerca precedente.



Il "Giro Santo " a Lentini ( SR), nell'ambito dei festeggiamenti dei Santi Martiri e  Patroni Alfio, Filadelfo e Cirino: pluralità di significati ed emozioni, tra religiosità popolare e cultura millenaria, nella Sicilia del XXI secolo

(Conservatorio di Musica "G. Martucci", Salerno)


Abstract 


Il “Giro Santo” o “Via dei Santi”, è un percorso prestabilito, che si snoda per le vie del centro storico della città di Lentini; viene effettuato dai "nudi" (i “nuri”), uomini a piedi scalzi che indossano soltanto dei pantaloncini bianchi (le donne percorrono il giro scalze, e vestite normalmente). Sia gli uomini che le donne, "fanno il giro" correndo oppure camminando a passo svelto e recando alla mano destra un mazzo di fiori. Il giro rappresenta -idealmente- il percorso fatto dai tre Santi, nel 253 D.C., dal luogo di detenzione a quello del martirio, inflitto dal governatore imperiale Tertullo. Si fa il giro perché si vuole ottenere una grazia o per ringraziare i Santi Patroni per una grazia già ricevuta. A questo scopo, durante il giro, i nudi rivolgono loro (gridando) delle invocazioni.

Dopo un breve exursus storico e aver illustrato lo stato attuale delle conoscenze, lo studio di questo particolare evento di religiosità popolare proseguirà mettendone in evidenza dei caratteri non ancora rilevati fin d’ora.  

Tali caratteri riguardano:

  • l’aspetto musicale, vi è un chiaro riferimento alla struttura responsoriale; 
  • gli atteggiamenti rituali e scenico-teatrali dei partecipanti e di chi assiste all’evento, i cui caratteri possono essere individuati nelle espressioni culturali della Grecia antica;
  • i due precedenti livelli evocano in realtà un’unica struttura, costituita da elementi musicali  e scenico-teatrali, caratterizzati dall’aspetto rituale, formando in questo modo un ulteriore livello; 
  • dall’osservazione dei tre precedenti livelli, credo che il concetto di “Performance al Centro”, introdotto da Ignazio Macchiarella [Master Universitario di I livello in Analisi e Teoria Musicale. A.A. 2016-2017], possa essere esteso sebbene con le dovute differenziazioni, all’evento in questione;  
  • la componente semantica delle invocazioni, la quale ci porta a un passato lontano e carico di significato;  
  • le emozioni che caratterizzano l’evento, saranno evidenziate secondo il metodo analitico MACMIT, elaborato dalla studiosa americana Chelsey Hamm. Si vedrà come ciascun livello esprima una emozione propria che lo caratterizza e lo contraddistingue, ma allo stesso tempo noteremo la presenza di una emozione comune, condivisa da tutti i livelli;
  • l’evento, tratto distintivo della festività, rimanda al vissuto affettivo di ciascuno, instaurando in questo modo legami con il passato. 

L’evento quindi, si configura come un organismo complesso a più livelli, dove ciascun livello, pur godendo di una propria autonomia, si pone allo stesso tempo in un rapporto di interscambio con tutti gli altri.

Ciascuno dei suddetti livelli inoltre, è direzionato verso un dato significato. Ne consegue che l’obiettivo della mia ricerca sarà quello di mettere in evidenza la pluralità di significati che l’evento reca con sé, tanti quanti sono i livelli riscontrati, dal cui confronto e interazione scaturisce il significato predominante e complessivo, fine ultimo, sentire comune dell’evento, e allo stesso tempo spinta propulsiva delle dinamiche esistenti tra tutti i livelli. 

Il significato predominante, diviene il luogo ideale dove l’evento trova ragione di esistere.


Bibliografia 



AA.VV. (1997). … e gghiamamulu a Sant’Affiu. Tipolitografia Caruso, Lentini (SR).


Baroni, M.  (A.A. 2016-2017). L’Analisi musicale e le caratteristiche emozionali della musica. Dispensa per il corso di Teorie percettive e cognitive. Master Universitario di I livello in Analisi e Teoria Musicale.

Macchiarella, Ignazio (2000). Analisi ed etnomusicologia. Una introduzione. In Bollettino di analisi e teoria musicale, pp. 9-72. 

Pisano Baudo, S. (1999). Storia dei Martiri e della Chiesa di Lentini. Grafiche Salvatore Scolari. Lentini (SR).

Pulvirenti, C. (A.A. 2020-2021). Tesi di laurea: I “nuri” nelle feste patronali della provincia di Siracusa. Accademia di Belle Arti di Catania, corso di laurea in Conservazione, gestione e tutela dei Beni Storico-Artistici. 

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